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Il processo

“Qualcuno doveva aver diffamato Josef K., perché, senza che avesse fatto nulla di male, una mattina venne arrestato.”

Il nostro processo è meno kafkiano di quello di Kafka, senz’altro più povero di K, e senza dubbio più trasparente.

Lo raffiniamo di continuo per ottenere il massimo risultato, nei tempi più brevi possibili, con il costo minimo possibile. Per correttezza, ci corre comunque l’obbligo di dire: sceglietene due su tre.

Nulla di così innovativo, anzi: è la pura tradizione. È, in fin dei conti, la stessa cosa che fanno tutte le agenzie che non sono ancora morte e che non moriranno nei prossimi 30 anni (c’è un pezzo di ferro da queste parti?).

Design thinking.

Nell’industria, il processo è soprattutto sinonimo di efficienza. Nei servizi, è anche sinonimo di efficacia: adottare un processo piuttosto che(*) un altro può fare la differenza sulla qualità del risultato finale, quando parliamo di creare progetti insieme a persone (voi, i nostri clienti), per le persone (loro, i vostri clienti). Per questo è importante capire con quale processo un’agenzia affronterà il vostro progetto.

(*) Gratis, in ogni progetto, un “piuttosto che” usato correttamente.

Noi abbiamo adottato una metodologia progettuale che si ispira liberamente (molto liberamente) a un modello sperimentato ampiamente nel mondo del design industriale anglosassone, per altro senza averlo deciso prima. E chissà quante altre cose stiamo facendo a nostra insaputa. It’s the italian way.

Il design thinking mette a sistema:

  • la capacità di entrare in empatia con un contesto: non è secondario, considerando quanto la comprensione del problema sia il presupposto per la sua soluzione
  • la creatività nell’elaborare soluzioni a un problema: creatività, mettere insieme i pezzi per creare qualcosa di nuovo
  • la razionalità nel scegliere la giusta soluzione: quella che “funziona”, secondo una logica oggettiva. Prevalentemente, per feedback e numeri

I quattro passi del processo, insieme, fanno quello che la letteratura chiama tecnicamente “il  Progettone”. Ma ciascuna fase in realtà può essere un progetto cotto e mangiato, perché potreste non avere bisogno del Progettone, ché il Progettone costa, e magari a questo giro non ne avete bisogno, e noi mica ve lo vogliamo vendere per forza, il Progettone.

Il primo, imprescindibile passo: ricerca e analisi.

Dice Marco,
development guru di Mentine:

Siamo continuamente sotto processo, ma abbiamo fiducia nelle istituzioni.

Il design è un’istituzione, i processi una necessità. Altrimenti non è design, è insieme-confuso-di-cose-divertenti. Volete essere parte in causa?