Flussi, contenuti e microtesti come fluidificante dell’esperienza utente

Flussi utente

Quando l’ottimizzazione tecnica ha raggiunto il suo massimo, puoi provare a giocarti alcune altre carte per rendere l’esperienza più scorrevole e performante. Innanzitutto è indispensabile aver ben definito i flussi utente.


I flussi utente sono diagrammi che rappresentano tutti i passi che l’utente dovrebbe fare per raggiungere l’obiettivo finale.

Diagramma flussi utente

Aver chiaro dove inizia la navigazione e dove vorremmo portarla ci permette di costruire strutture di pagina adeguate, evidenziando eventuali “sbatti” (cit.) che l’utente può incontrare nel percorso.
E se gli sbatti non li puoi eliminare, puoi cercare di mitigarli attraverso contenuti e microtesti.

Contenuti

I contenuti sono i fili coi quali intrecciare i flussi. Ogni blocco di contenuto dà una informazione, si lega col successivo e, a volte, apre nuove strade.
Nel nostro caso i contenuti sono pensati per rendere piacevole l’attesa e, nel caso non bastasse, fornire alternative: ad esempio puoi salvare il link e tornare in un altro momento o tagliare corto e passare ad una soluzione già pronta. L’obiettivo è dare all’utente la possibilità di vedere il risultato finale, consapevoli che il suo tempo è prezioso.

Microtesti

Una comunicazione chiara è indispensabile per non deludere le aspettative dell’utente.
Ad esempio, in caso di errore, è importante dare una chiara segnalazione e indicare come si può procedere. E se le conseguenze dell’errore sono particolarmente negative si può provare a rendere il boccone meno amaro.

I microtesti servono anche a impostare correttamente l’aspettativa. Dovendo gestire una coda con tempi minimi di esecuzione di 5 minuti (un’infinità se consideriamo che due secondi di attesa fanno scappare il 32% degli utenti, dice Google) possiamo provare a comunicare con chiarezza i tempi, cosa succede se abbandoni il processo e quali opzioni hai a disposizione. Si può anche diversificare il messaggio a seconda dello stato dell’utente.

Ma le occasioni per sfruttare i microtesti sono infinite, chi si occupa di esperienza utente e/o di miglioramento dei rendimenti (CRO) batte su questo chiodo da anni. I microtesti introducono, collegano, chiudono un concetto, invitano all’azione. Sono come l’olio per il motore: la loro funzione è quella di fare girare tutti gli ingranaggi senza intoppi.

Insomma: flussi, testi e microtesti sono il fluidificante dell’esperienza utente, il decongestionante che dà respiro alla comunicazione, lo strumento che ti allieva gli sbatti.

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